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venerdì, 14 settembre 2007

La bolla prossemica

Bolle di sapone

Tutti noi, intorno al nostro corpo abbiamo uno spazio, una distanza che ci avvolge, ci separa e ci protegge dal resto del mondo.

Lo spazio che sussiste tra noi e gli altri non è neutro, se infatti una persona si avvicina ”troppo” a noi, cominciamo a sperimentare particolari stati psico-fisici o variazioni emotive come ad esempio “fastidio” o “imbarazzo” e reagiamo di conseguenza ripristinando le “giuste” distanze, così come, se si allontana “troppo” da noi.

Il più delle volte comunichiamo, agiamo e reagiamo, mettiamo e ripristiniamo distanze, senza esserne consapevoli.

Lo spazio che ci separa dagli altri è uno spazio mentale che esiste nella nostra mappa del mondo ed è chiamato spazio prossemico o bolla prossemica perché si sviluppa tutta intorno a noi.

Se ad esempio chiamate una persona e questa per rispondervi vi si avvicina, si fermerà da voi ad una particolare distanza, questa distanza è il suo spazio prossemico, ossia quella particolare distanza mentale e relazionale che desidera avere da voi. Se provate ad avvicinarvi ancora, ad invadere cioè il suo spazio, questa probabilmente farà passi indietro ripristinando la distanza che desidera, inconsciamente senza esserne cioè consapevole. Se, al contrario, vi allontanate, abbandonate cioè il suo spazio relazionale, questi si avvicinerà ripristinando la distanza. Se poi, questa persona, per qualche ragione non riesce a ripristinare il proprio spazio relazionale, sperimenterà consapevolmente particolari stati psicofisici come il fastidio e cercherà di sottrarsi in qualche modo alla distanza e quindi al rapporto.

Da questo piccolo esperimento capiamo quanto la distanza tra noi e gli altri sia importane e quanto queste distanze siano diverse da persona a persona.

Con i nostri amici le distanze sono molto ridotte, con il nostro partner si riducono fino al contatto fisico, con gli estranei, sono molto grandi.

Possiamo facilmente verificare quindi come le distanze e le reazioni siano diverse quando ci facciamo avvicinare o ci avviciniamo ad un uomo o ad una donna, conoscente, estraneo, amico, partner ed ancora da davanti, di lato o da dietro.

Costruite la vostra bolla prossemica con l’obiettivo di dare delle misure precise agli spazi che intercorrono tra voi e gli altri, mettetevi fermi in un punto del pavimento e fatevi avvicinare da una persona (Partner, amico, estraneo), da davanti, di lato e da dietro, a partire da una distanza di tre metri. Sperimentate tutte le sensazioni e gli stati, quando sentite fastidio bloccate la persona e scrivete su un foglio la distanza corrispondente. Prima da davanti, poi di lato ed infine da dietro. Avrete costruito il vostro spazio relazionale, o bolla prossemica, con quella particolare persona, e potrete sperimentare come quelle siano proprio le distanze che “normalmente” tenete con quella persona e verificate poi come quegli spazi siano dipendenti dal rapporto che avete con quella persona, ad esempio se siete in sintonia, le distanze tenderanno a diminuire, viceversa ad aumentare.

Ma ancora più interessante è rendersi conto che un istante prima di avvertire consapevolmente variazioni emotive, alle variazioni di distanza, in noi o negli altri, per le invasioni o abbandoni della bolla prossemica, il nostro corpo e/o quello degli altri, le comunica attraverso modificazioni non-verbali, come irrigidimenti muscolari, modificazioni di postura, variazione della respirazione e altre.

Ripetete l’esercizio avvicinandovi voi questa volta, partendo da una distanza di tre metri, ad una persona ferma in un punto del pavimento, ed osservate micro-modificazioni non verbali nell’altro, e… con un po’ di pratica sarete in grado di determinare, un istante prima che l’altro ne sia consapevole, quale sia la distanza giusta e critica, oltre la quale diventate troppo vicini o troppo lontani.

Secondo gli studi, iniziati sugli animali, e poi condotti sull’uomo, le distanze relazionali possono essere condensate in tre gruppi, intime da 0 a circa 30 cm, amicali fino a circa 1 metro, fino ai 3 metri sociali, oltre questo limite non si registra influenza.

Le applicazioni pratiche sono molteplici, pensiamo a quanto, per entrare in rapporto con una persona, sia importante rispettare le sue distanze: se ci avviciniamo troppo, o troppo poco, potrà pensare ad esempio che “a pelle” non gli siamo simpatici.

Possiamo imparare, inoltre, non solo a rispettare, ma ad invadere consapevolmente le “bolle” degli altri, l’obiettivo in questo caso potrebbe essere ad esempio quello di produrre un cambiamento di stato psico-fisico.

Un insegnante di scuola può ad esempio imparare a gestire, invadere o abbandonare, la bolla prossemica dei suoi allievi per accentuare un comportamento od inibirlo. Tra partner si può imparare a gestire, invadere o abbandonare, la bolla prossemica per produrre emozioni nell’altro.

Pensate, inoltre, come normalmente e inconsapevolmente invadiamo le bolle degli altri, ad esempio per intimidire…!!

postato da: Bessola alle ore 08:12 | link | commenti (5)
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Commenti
#1   14 Settembre 2007 - 15:32
 
Oggi ho imparato una cosa nuova. Bolla prossemica. Avevo sprimentalmente notato questa cosa, ma credevo fosse un prodotto della mia stanca mente.

Ora capisco il perchè di molti miei comportamenti. E di quelli altrui.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente czedyo

#2   15 Settembre 2007 - 13:02
 
Non vorrei sembrare troppo invadente se entro nella tua bolla prossemica.. :o))

no è che volevo dire che molto di questo che qui viene espresso in modo razionale e organico l'avevo notato o almeno vagamente intuito in diverse occasioni.

Soprattutto con certe persone che istintivamente si ritraggono anche se tu sei ad un metro...
mi riferisco alle persone naturalmente timide o sulle difensive
per le quali anche un abbraccio alla stazione alla vigilia di un viaggio è causa di imbarazzo o di un certo irrigidimento inconsapevole.

il pregio di questo post tuttavia è quello di esporre in modo chiaro e ben delineato questo argomento...
grazie!

un abbraccio... prossemico?
e un buon sabato!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente klimt77

#3   15 Settembre 2007 - 23:20
 
Molto interessante!
In effetti io, ad esempio, non ho l'abitudine ad avvicinarmi molto alle persone, ne' ad avere amici che mi si avvicinano troppo, magari con pacche sulla spalla, abbracci ecc...
In questi giorni mi sto abituando invece ad avvicinarmi alla mia alunna non vedente, a prenderla per mano, ad guidarla dolcemente per le spalle,a prenderle una mano per dirigerla dove deve toccare. E' una sensazione strana, ma credo che mi abituerò!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente KatherineM

#4   16 Settembre 2007 - 11:25
 

Interessantissimo argomento, non sapevo che la distanza che manteniamo con gli altri si chiamasse bolla prossemica, sono felice di dare un nome a questo balletto di avvicinamenti/allontanamenti che io noto spessissimo! Con certe persone è come se mi dessi il cambio: se loro si avvicinano, io mi sposto, poi si avvicinano di nuovo e io me ne torno dov’ero! Come se quel punto iniziasse a bruciare e mi dovessi allontanare immediatamente…chissà perché, se dipende solo dalle vibrazioni che ci invia l’altro o dallo stato d’animo nostro o da una commistione dei due.
Poi noto spesso quando invece per la prima volta lo spazio si riduce con una persona…è strano no? Trovarsi a 20, 30 cm o ancora più vicini a qualcuno, gli spazi si mescolano e questo avvicinamento mi turba e mi distrae sempre un po’: vedere un viso così da vicino, notare particolari che non avevo mai visto, oppure sentire l’odore per la prima volta…quante cose si scoprono con la vicinanza ad un altro essere umano, mentre allontanandosi si sta concentrati solo sulle proprie.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Bellailee

#5   24 Gennaio 2009 - 18:51
 
da ragazzo mi piacevano molto questi argomenti, hanno lasciato su di me un fore imprinting formandomi.
Sono stato sempre attratto dalla comunicazione in tutti i suoi aspetti: verbale, non verbale, comportamentale, poetica/estetica, psicologica, patologica. in particolare il "linguaggio silenzioso" e la "dimensione nascosta" di T. Hall...mi hanno interessato, dove si diceva dello spazio nella comunicazione umana ed il suo valore comunicativo nelle diverse culture, ed ancora altri aspetti della comunicazione non verbale ecc.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ondalungablu

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